La Commissione europea ha proposto di rinviare di un anno l’applicazione di alcuni obblighi previsti dal regolamento UE sul metano per gli importatori di gas naturale, petrolio e carbone. La misura nasce dalle tensioni sui mercati energetici internazionali legate al conflitto in Medio Oriente, che stanno aumentando i prezzi e alimentando preoccupazioni sulla sicurezza degli approvvigionamenti e sulla competitività europea.

Il rinvio riguarda gli obblighi di monitoraggio, comunicazione e verifica delle emissioni, oltre alla comunicazione dei requisiti relativi all’intensità di metano. L’obiettivo è concedere più tempo alle imprese e alle amministrazioni nazionali per adeguarsi alla normativa, riducendo nell’attuale contesto geopolitico il rischio di ulteriori pressioni sulle importazioni energetiche.

La Commissione precisa che la proposta non modifica gli obiettivi né l’ambito di applicazione del regolamento, confermando l’impegno dell’UE nella riduzione delle emissioni di metano.

La modifica dovrà ora essere esaminata e approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Nel frattempo, la Commissione continuerà a collaborare con gli Stati membri e con il settore energetico per favorire l’attuazione delle norme, chiarire le modalità di conformità e monitorare eventuali ripercussioni sulla sicurezza degli approvvigionamenti.

Adottato nel 2024, il regolamento europeo sul metano è il primo quadro normativo al mondo a disciplinare anche le emissioni legate alle importazioni di petrolio, gas e carbone. Il metano è infatti il secondo gas serra per contributo alle emissioni dopo la CO₂ e la sua riduzione rappresenta uno strumento importante per contrastare il riscaldamento globale.