Il 17 luglio la Commissione europea ha pubblicato la sua settima relazione annuale sullo Stato di diritto, che valuta lo stato di diritto in tutti gli Stati membri dell’Unione europea e in quattro paesi candidati: Albania, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia.
Lo Stato di diritto è alla base della prosperità, della democrazia e della sicurezza dell’Unione. Sistemi giudiziari indipendenti, quadri anticorruzione efficaci, media liberi e pluralistici e solidi sistemi di bilanciamento dei poteri proteggono i diritti dei cittadini e sostengono la fiducia nelle istituzioni pubbliche e nella democrazia, oltre a fornire la certezza giuridica necessaria a sostenere gli investimenti, la competitività e la crescita economica.
Secondo le parole di Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea: “Lo Stato di diritto crea fiducia. Fiducia tra i cittadini. Fiducia per le imprese. È ciò che rende l’Europa il luogo migliore e più sicuro in cui vivere e investire. La relazione di quest’anno mostra continui progressi positivi in molti Stati membri. Ed è proprio per questo che conta la nostra relazione sullo Stato di diritto. È diventato un punto di riferimento, contribuendo a plasmare i dibattiti nazionali e a guidare le riforme in tutta l’Unione”.
La relazione 2026 conferma una traiettoria sostanzialmente positiva, che mostra continui progressi in molti Stati membri.
Sistemi giudiziari
Nell’ultimo anno molti Stati membri hanno compiuto progressi in materia di riforme della giustizia. Tra le misure positive figurano il rafforzamento dell’indipendenza dei consigli della magistratura, ulteriori garanzie per le nomine dei giudici e lo svolgimento delle procedure disciplinari e il rafforzamento dell’autonomia delle procure. Le riforme, tuttavia, progrediscono a un ritmo più lento in alcuni Stati membri e, in alcuni casi, permangono gravi preoccupazioni. Nella maggior parte dei Paesi candidati sono proseguiti gli sforzi per attuare le riforme giudiziarie, mentre persistono preoccupazioni in merito alle influenze indebite che possono ostacolare l’indipendenza della magistratura.
Quadri anticorruzione
La direttiva sulla lotta alla corruzione, entrata in vigore il 31 maggio 2026, istituisce un quadro moderno e armonizzato per prevenire, individuare e sanzionare la corruzione nell’Unione europea. La Commissione sostiene gli Stati membri nei loro sforzi di recepimento e nella migliore implementazione dei loro quadri normativi anticorruzione. Come dimostra la relazione sullo Stato di diritto 2026, diversi Stati membri hanno sviluppato nuove strategie e rafforzato la loro capacità istituzionale di combattere la corruzione. Allo stesso tempo, sono necessarie ulteriori azioni per rafforzare i quadri normativi di prevenzione, come quelli relativi alle attività di lobbying e ai conflitti di interessi, nonché per garantire l’efficacia delle indagini, dell’azione penale e dell’applicazione delle sentenze definitive. Nella maggior parte dei paesi candidati sono stati rafforzati i quadri giuridici e istituzionali, mentre è necessario migliorare ulteriormente la fase delle indagini, dell’azione penale e dell’implementazione delle decisioni sui casi di corruzione.
Libertà e pluralismo dei media
Negli Stati membri sono in corso riforme per allineare le rispettive legislazioni nazionali al Regolamento europeo sulla libertà dei media. Diversi Stati membri stanno intraprendendo riforme per rafforzare il funzionamento e il finanziamento indipendente dei media del servizio pubblico, nonché l’equità e la trasparenza nell’assegnazione della pubblicità statale. Poiché il Regolamento europeo sulla libertà dei media prevede un quadro normativo vincolante su diversi temi relativi alla libertà dei media, tali aspetti sono oggetto di periodico riscontro da parte della Commissione. Viene inoltre prestata maggiore attenzione al miglioramento della sicurezza e della libertà dei giornalisti, che la Commissione continuerà a sostenere anche attraverso l’aggiornamento della sua Raccomandazione sulla protezione, la sicurezza e l’emancipazione dei giornalisti. Nella maggior parte dei paesi candidati oggetto della relazione, le nomine a strutture di governance dei media di servizio pubblico e delle autorità di regolamentazione dei media hanno accresciuto la loro stabilità, mentre persistono preoccupazioni in merito alla concentrazione del mercato dei media e all’indipendenza editoriale delle emittenti pubbliche.
Controlli e contrappesi istituzionali
Sono state portate avanti riforme volte a migliorare la certezza del diritto e la qualità legislativa. In alcuni Stati membri permangono carenze per quanto riguarda l’uso eccessivo delle procedure legislative di emergenza e la mancanza di coinvolgimento dei portatori di interessi. La relazione rileva che molti Stati membri continuano a garantire un quadro favorevole e di sostegno per la società civile e a sostenere gli sforzi volti a migliorare ulteriormente il loro ambiente operativo. Tuttavia, gli attori della società civile continuano a segnalare criticità in diversi Stati membri, condivise anche da parte dei Paesi candidati oggetto della relazione.
Dimensione del mercato unico
Nell’ambito dei quattro pilastri, la relazione sottolinea l’impatto dello Stato di diritto sul funzionamento del mercato unico. In particolare, la relazione fornisce informazioni sulla specializzazione degli organi giurisdizionali e dei giudici nella gestione delle cause commerciali; sulle misure per prevenire la corruzione negli appalti pubblici; sulla protezione degli investimenti; e sul quadro normativo minimo necessario affinché le imprese operino in condizioni prevedibili.
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