ADDIO A SOFIA CORRADI, LA “MAMMA ERASMUS” CHE HA FATTO VIAGGIARE I SOGNI DEGLI STUDENTI EUROPEI

 

«Ogni studente che parte con una valigia piena di sogni è un piccolo ambasciatore di pace.»
Sofia Corradi (1934 – 2025)

 

Si è spenta a Roma il 17 ottobre 2025, all’età di 91 anni, la professoressa Sofia Corradi, conosciuta in tutta Europa come la mamma Erasmus. A lei si deve l’intuizione che ha cambiato il volto dell’università moderna, aprendo a milioni di giovani la possibilità di studiare, vivere e crescere in un altro Paese europeo.

Nata a Roma il 5 settembre 1934, Sofia Corradi conseguì con lode la laurea in Giurisprudenza presso l’Università “La Sapienza”.  Grazie a una borsa di studio Fulbright si trasferì alla Columbia University di New York, dove ottenne un master in diritto comparato.

Al suo rientro in Italia, però, la attendeva un’amara sorpresa: l’università rifiutò di riconoscere gli esami che aveva sostenuto all’estero. Da quella delusione personale nacque una nuova determinazione: l’impegno a creare un sistema che consentisse a ogni studente di vedere valorizzato il proprio percorso formativo anche oltre i confini nazionali.

Parallelamente, Corradi approfondì il tema del diritto all’educazione come diritto umano fondamentale, collaborando con la Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, con l’Accademia di Diritto Internazionale dell’Aia e con la London School of Economics, contribuendo con il suo lavoro a una visione dell’istruzione come strumento di libertà e uguaglianza.

 

Originariamente concepito per promuovere gli scambi studenteschi e la collaborazione tra università europee, il programma Erasmus si è progressivamente trasformato in un ampio quadro educativo che abbraccia anche la formazione professionale e le attività giovanili. Ad oggi, coinvolge i 27 Paesi dell’Unione Europea, oltre a diverse nazioni partner come Islanda, Norvegia, Svizzera, Turchia e Macedonia del Nord.

Già nel 1969, Sofia Corradi aveva delineato in un memorandum la proposta di consentire agli studenti di svolgere parte del proprio percorso di studi presso università straniere, con pieno riconoscimento degli esami sostenuti. Dopo una lunga fase di sperimentazione tra gli anni Settanta e Ottanta, nel 1987 il programma Erasmus vide ufficialmente la luce come iniziativa autonoma, con l’obiettivo di promuovere la cooperazione europea e la mobilità nel campo dell’istruzione superiore.

Il nome “ERASMUS” trae ispirazione dal famoso umanista del Cinquecento Erasmo da Rotterdam, dal quale il programma eredita la propria visione ideale, oggi motore dell’iniziativa stessa, basata su un sapere senza confini, sulla condivisione delle conoscenze e sull’apertura intellettuale verso l’altro.

Nel primo anno di attività, il programma coinvolse 11 Paesi e circa tremila studenti che partirono per un periodo di studio all’estero. Da quei primi passi, il progetto ha subito una serie di importanti evoluzioni fino a diventare una delle iniziative più significative dell’Unione europea nei campi dell’istruzione e della mobilità.

Negli anni 1995-2006 Erasmus entra a far parte del programma Socrates, che mira a migliorare la qualità e l’accessibilità dell’istruzione in Europa. In questa fase il programma estende il suo raggio d’azione agli scambi del personale docente, allo sviluppo dei curricula e a progetti di cooperazione universitaria.

Successivamente, tra il 2007 e il 2013 Erasmus estende il proprio campo operativo, includendo tirocini formativi, progetti di cooperazione e iniziative per migliorare la trasparenza e il riconoscimento delle qualifiche in tutta Europa, operando all’interno del programma Lifelong Learning (“Apprendimento permanente”)

Nel 2014 nasce Erasmus+ che riunisce sotto un’unica struttura tutti i precedenti programmi europei per istruzione, formazione e sport. Il programma amplia ulteriormente il campo d’azione, includendo non solo l’istruzione superiore ma anche la formazione professionale, la scuola e le attività sportive, oltre ad introdurre partenariati strategici e progetti di capacity building per stimolare l’innovazione e la collaborazione tra diversi settori educativi.

Ad oggi l’Erasmus rappresenta uno degli strumenti principali di diplomazia culturale e di formazione di una coscienza europea, divenendo non più semplicemente un’esperienza universitaria, ma un mezzo fondamentale per far circolare menti, competenze e valori.

Il lascito di Sofia Corradi non si misura in cifre, ma nei volti e nelle storie di chi, grazie a quella possibilità, ha imparato a sentirsi cittadino del mondo.  La “Mamma Erasmus” lascia un’eredità di valori e visioni: la convinzione che la conoscenza non debba avere confini, e che l’educazione e l’incontro con l’altro siano strumenti potentissimi di libertà, crescita e pace.

 

Grazie Sofia, a nome di tutti noi cittadini Europei.